Dossier Giraud – Tutte le contraddizioni dei nostri amministratori. Tante promesse, zero fatti

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“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Una frase che ascoltiamo fin da bambini e ogni qualvolta i più grandi la ripetevano, ci scappava un sorriso. Con gli anni cresci, la vita va avanti, ti mette alla prova e arriva per tutti quel giorno nel quale, per la prima volta, ti fermi a riflettere e riesci a comprendere quanto di vero c’è in queste parole.

Non potevamo non citarla, quella frase, se a tenere banco in casa Savoia è la questione Giraud. Le Universiadi dell’estate del 2019 avrebbero dovuto restituire alla città un impianto sportivo all’avanguardia, un vero gioiellino: ma così non è stato e con la concreta possibilità del Savoia di ottenere la promozione e disputare il campionato di Serie C, nella scorsa primavera, sono venuti a galla tutti i requisiti mancanti all’impianto di Piazzale Gargiulo che non può ospitare gare relative a campionati professionistici.

Dalla fine della prima ondata della pandemia da Sars-Cov-2, c’è stato un susseguirsi di dichiarazioni da parte degli esponenti politici di Torre Annunziata. All’inizio, tutto lasciava intendere che potessero esserci buon spiragli per risolvere la questione ma col passare dei mesi queste speranze hanno iniziato ad assottigliarsi, proprio come una goccia in mezzo al mare, fino a scomparire.

Ripercorriamo nel dettaglio tutte le fasi.

MAGGIO 2020 – Risale al mese di maggio la prima intervista al consigliere comunale con delega allo sport Giuseppe Raiola il quale dichiarava all’emittente Stylo24: “al netto di alcuni interventi che dovranno essere realizzati, il Giraud è in linea con i requisiti richiesti” – Lo stesso Raiola, negli ultimi giorni di Maggio, intervistato dalla nostra redazione, dichiarava: “La spesa complessiva si aggira intorno ai 600.000/700.000 € e per ciò che concerne i sediolini, i fondi sono già disponibili, mentre per gli altri interventi possiamo accedere ai fondi concessi dalla cassa depositi e prestiti oppure all’istituto di credito sportivo

GIUGNO 2020 – Il 1 Giugno viene fatta la prima di una lunga serie di interviste al sindaco Vincenzo Ascione, il quale dichiara: “Il progetto, la cui elaborazione è stata affidata ad un gruppo di tecnici, è ormai a buon punto e nel giro di poco tempo avremo a disposizione tutte le carte per conoscere le modalità di intervento, i tempi e i costi”. Il primo cittadino, inoltre, il 16 Giugno dichiara: “Ci siamo confrontati sulle modalità tecnico-organizzative con una società esperta per velocizzare il più possibile l’iter che ci porterà ad appaltare i lavori e nel frattempo stiamo anche cercando di interloquire con i vertici del Ministero dello Sport per accedere a dei fondi”.

LUGLIO 2020 – Dopo più di 1 mese e precisamente il 20 luglio, il primo cittadino di Torre Annunziata fa la sua prima dichiarazione nella quale lascia intendere che qualcosa non sta andando come avevano creduto (o come avevano voluto far credere): “Stiamo valutando se i lavori necessari per ottenere le opportune certificazioni sono di veloce eseguibilità, di importi sostenibili e soprattutto se possono essere eseguiti in tempo utile per la richiesta di ripescaggio”. A fine luglio Ascione esce allo scoperto e dichiara ad Oplontini.com che “Mazzamauro deve comprendere le difficoltà dell’amministrazione Comunale” e al termine di un incontro con i tifosi il sindaco ammette di essersi sbagliato quando in precedenza aveva dichiarato “ci vorrà un po’ di tempo ma comunque sarà sufficiente per consentire al Savoia di iniziare il campionato di Serie C al Giraud“ e dichiara a D’Avino di SportCampania che “si era fidato dei privati tutti tiratisi indietro” e che sarà aperto un mutuo con il credito cportivo ma che, intanto, “la Regione ha deliberato un primo finanziamento di 60mila € che useremo per sistemare l’impianto di illuminazione”. Ma delle luci, neanche l’ombra.

AGOSTO 2020 – Passate le vacanze estive e precisamente il 24 agosto, Ascione dichiara che il progetto esecutivo sarà pronto per fine settembre e successivamente verrà chiesto il credito sportivo al CONI.

NOVEMBRE 2020 – Dopo più di due mesi e precisamente il 4 novembre, proviamo a ricontattare ancora una volta il sindaco che ci conferma: “Il progetto è stato caricato sulla piattaforma del CONI e non appena avremo il loro parere, sarà richiesto il finanziamento al credito sportivo”. La stangata arriva, però, nei giorni successivi. È del 25 novembre, infatti, l’intervista all’assessore Ammendola, il quale ci dice che il CONI ha rispedito al mittente il progetto e quest’ultimo dovrà essere nuovamente ripresentato. Successivamente verrà richiesto il credito sportivo e poi indotta la gara d’appalto, almeno così dicono.

DICEMBRE 2020 – Ultimo atto sono le dichiarazioni del 15 dicembre del sindaco Ascione alla testata SoloSavoia: “Con ogni probabilità non passeremo per il credito sportivo ma direttamente per Cassa Depositi e Prestiti che è molto più rapida nelle determinazioni. L’ufficio tecnico tecnico mi ha assicurato che tra Natale e Capodanno, il progetto sarà pronto e ad inizio Gennaio lo presenteremo alla C.D.P. ed entro 30 giorni avremo la risposta”. Quindi si cambia strada. Ma che sia quella giusta, ormai, non ci crede più nessuno.

Sono ormai passati tantissimi mesi da quando la questione per i lavori di adeguamento alla stadio Giraud tiene banco e a conti fatti, non c’è nemmeno un progetto approvato da chi di dovere e visti anche i tempi per l’avvio della gara d’appalto (ammesso che vada tutto per il verso giusto) ed eventuali ricorsi che potrebbero scaturire da essa, ci appare sempre più difficile che pur navigando in acque tempestose, si riesca ad arrivare in porto.

A nostro avviso, l’unica strada certa per poter godere delle gesta del nostro Savoia in Serie C, è la vittoria del campionato poiché, a quel punto, verrebbe concessa di diritto la deroga di 1 anno per adeguare l’impianto agli standard imposti dalla Serie C.

Ma tutta questa, cari lettori, è solo una delle tante piaghe che attanagliano la nostra città che con l’approvazione, tra l’altro, del completamento dei lavori alla cisterne di idrocarburi, è destinata a ricevere il colpo di grazia sotto ogni punto di vista e a pagarne le conseguenze negli anni avvenire.

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