Il ds Carlo Musa: “Aronica tecnico adatto sia in caso di serie C che di D”

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Il neo ds dei bianchi Carlo Musa è carico per questa nuova esperienza e sta lavorando senza sosta per consegnare al tecnico Salvatore Aronica una rosa che possa essere funzionale alle sue idee di gioco.

Nella splendida cornice del Circolo Oplonti il Savoia ha alzato finalmente il sipario sulla nuova stagione. La scelta di aspettare il calar della sera per mostrare agli astanti i nuovi volti che comporranno l’organigramma societario, ha reso ancora più suggestiva l’atmosfera ed ha anche un suo significato simbolico. La notte è sinonimo di speranza, speranza che il nuovo giorno porti con se’ buone nuove (la serie C, nel caso specifico) ma anche la speranza a sua volta, si incarna soprattutto nella gioventù che tra i nuovi arrivati, si impersona indubbiamente nella figura di Carlo Musa. Sguardo pulito di quelli che ispirano da subito fiducia, l’ex ds dell’Avellino nonostante la giovane età, ha dimostrato di avere già le idee molto chiare, conscio che quella di Torre Annunziata potrebbe essere un’esperienza in grado di trasformarsi in un vero è proprio trampolino di lancio, dopo il campionato vinto due anni fa in Irpinia quasi da novizio (potremmo anche togliere il quasi). Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare quelle che sono state le sue prime impressioni e per parlare anche di mercato.

Direttore nonostante la giovane età ha vinto già un campionato in una piazza importante come Avellino, anche se in verità i successi sarebbero due, se si aggiunge il ripescaggio in Promozione con l’ Aranova dopo essere arrivati secondi in Prima Categoria. Sente la responsabilità di fare bene in una piazza ugualmente esigente come Torre Annunziata?

Si quella di Aranova però non la considero una vera e propria esperienza. Il primo successo di un certo livello è arrivato alcuni anni dopo ad Avellino. Sono contento di essere approdato in una piazza così importante come Torre Annunziata e mi sento carico e pronto per iniziare questa sfida. Spero con il lavoro, di ripagare la fiducia della società e di aiutarla a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Ci mettiamo nei suoi panni: È molto difficile fare mercato in questo periodo, considerato che non si conosce ancora la categoria che il Savoia andrà a disputare. Ovviamente in serie D bisognerà tener conto degli under mentre in C il discorso è diverso. Come si sta muovendo in tal senso?

È indubbiamente più complicato operare, soprattutto perché le scadenze dei due mercati, sono diverse ma ci stiamo muovendo per costruire una squadra che possa essere adatta sia in caso di serie C che di D. Abbiamo in tal senso già bloccato molti calciatori proprio al fine di non farci trovare spiazzati. È chiaro che nel caso di serie C potremmo impostare un discorso diverso basato essenzialmente sui giovani e ottenere prestiti di calciatori di società importanti ma a causa di questa incertezza dobbiamo muoverci necessariamente in due direzioni.

Proprio questa incertezza ha fatto sì che sfumasse un obiettivo, ovvero Diaby, che si è accasato nelle ultime ore al Taranto…

Si chiaramente i calciatori non possono aspettare a lungo e quindi può capitare, come nel caso di specie, che si accasino altrove. C’è però da dire che nel caso in cui fossimo ripescati in serie C il discorso relativo a Diaby, si sarebbe complicato considerato che in quel caso sarebbe andato ad occupare la casella degli extracomunitari.

Passiamo alla scelta dell’allenatore. Avete puntato su un profilo giovane e con poca esperienza come Salvatore Aronica. Non temete che questa scelta potrebbe essere stata azzardata in una piazza così esigente?

Io credo che l’età sia molto relativa se hai delle idee ben precise e innovative. Anche io ad esempio sono molto giovane. La nostra è stata una scelta dettata dal fatto che Aronica sa lavorare bene con i giovani e ciò ben si sposa con quella che è la filosofia della società. Inoltre riteniamo che abbia quel carisma, quelle doti caratteriali che costituiscono il presupposto per fare bene in una piazza calda come questa.

Ha detto che la scelta del tecnico è stata fatta tenendo conto della sua capacità di saper lavorare con i giovani. Dunque tra le lettere, credete e allo stesso tempo sperate in un ripescaggio in C?

La scelta di Aronica sarebbe sicuramente ideale nel caso in cui andassimo a disputare la serie C ma anche in serie D sono sicuro che farebbe bene.

I giocatori che state contattando e bloccando sono stati indicati espressamente dal tecnico oppure li state individuando in base a quelle che è la sua filosofia di calcio?

Stiamo ricercando profili che ben si sposino a quelle che sono le idee di gioco del tecnico ma anche alle qualità tecniche e caratteriali che predilige.

Anche se è prematuro parlare di modulo e idee di gioco, in linea di massima quale sarà lo schema di base?

Diciamo che il 3-5-2 è uno schema che piace al tecnico ma ovviamente parlare di moduli è prematuro. Chiaro che comunque si cominci con un’idea ben precisa.

Nel caso in cui non ci sarà il ripescaggio, quante probabilità ci sono che il Savoia venga inserito nel girone laziale? In quel caso, lei che è romano di origine e che conosce molto bene quel raggruppamento per averci già lavorato, conoscerebbe già molto bene l’ambiente…

Questa è una decisione che spetterà agli organi federali. L’anno prossimo in serie D ci saranno molte squadre campane e verranno sicuramente divise in vari raggruppamenti: nel girone I, nell’H, nel G ma anche nell’F, da quanto si vocifera. Ci tengo però a precisare una cosa, visto che conosco bene il girone laziale per averlo vinto quando ero all’Avellino. E’ un raggruppamento che, benché non ci siano piazze calde con grosso seguito, nasconde molte insidie visto che ci sono squadre romane e sarde dal buon tasso tecnico e che annoverano tra le proprie fila giovani di valore. Difatti noi riuscimmo a spuntarla ma con fatica solo dopo aver disputato lo spareggio con il Lanusei e la stessa cosa è accaduta alla Turris, a cui l’Ostia Mare ha dato filo da torcere fino alla fine.

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