Esposito:”questa tifoseria mi ha impressionato sin dall’inizio”

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Il giovane terzino classe 99′, a tutto spiano in una lunga intervista per il nostro sito.

Giocare da under in una piazza esigente come Torre Annunziata, non risulta mai semplice ma se non altro, rappresenta la classica prova del nove per sfondare nel complesso mondo del calcio ed ambire a categorie superiori. Il difensore Giovanni Esposito, ne è consapevole e sinora si sta ben comportando sulla corsia mancina di sua competenza. Abbiamo fatto con lui una lunga chiacchierata. Dai primi calci, sino ad arrivare al grande salto di qualità in maglia bianca.

Raccontaci un po’ chi è Giovanni Esposito. Dove nasci calcisticamente?

Gioco a calcio da quando avevo cinque anni. Ho giocato nella Promotion, poi nel Posillipo e infine sono arrivato nella Juniores dell’Ercolanese. Inizialmente giocavo da esterno sinistro offensivo; poi i miei allenatori mi hanno trasformato in terzino. Inizialmente trovai un po’ di difficoltà ad adattarmi a questo nuovo ruolo. Ora mi sento a mio agio e pienamente soddisfatto.

Sei con la famiglia Mazzamauro da alcuni anni. Quale è il tuo rapporto con loro e cosa pensi di questa società?

Mi hanno accolto tre anni fa e con loro ho instaurato un bellissimo rapporto. La società è seria e professionale ma ciò che mi colpisce di più è la loro umanità. Mi trovo, insomma, benissimo qui e spero di poterci restare ancora a lungo.

Prima Ercolanese e poi Il grande salto con il Savoia. Quali differenze hai riscontato tra le due piazze e quali sono le emozioni di vestire questa casacca?

Con l’Ercolanese mi sono trovato bene. È stata la mia prima esperienza in assoluto quindi sono legato alla piazza e spero che possano riprendersi da questo brutto momento. Quest’anno al Savoia ho trovato una piazza calda e numerosa. Giocare al Giraud, con questa casacca indosso, è emozionante perché qui c’è tanta tradizione e storia e sono passati tanti calciatori importanti che tutti ammirano e ricordano. Questa tifoseria mi ha impressionato dal primo momento in cui sono sceso in campo; la prima partita contro la Gelbison è stata indimenticabile. I tifosi sono sempre presenti e calorosi, anche in trasferta sembra di giocare in casa. Il loro sostegno è incredibile e sono a tutti gli effetti il dodicesimo uomo in campo.

Come ti trovi con i tuoi compagni compagni di squadra e con chi hai legato di più?

Siamo un gruppo molto unito e lavoriamo sodo tutta la settimana ma non mancano anche momenti divertenti, soprattutto dopo le vittorie che ci esaltano e ci spingono a fare sempre meglio. Sono legato a tutti perché sono ragazzi eccezionali è sempre disponibili ma sono maggiormente affezionato ad Ausiello, Costantino, Ausiello e Tedesco che conosco dallo scorso anno. Mi insegnano tanto; hanno molta più esperienza di me e ascolto sempre i loro consigli. Sono, inoltre, particolarmente legato a Rekik. Abbiamo la stessa età e giochiamo sulla stessa fascia e in questi gli ultimi anni abbiamo instaurato un grande feeling.

Dove pensi che possa arrivare questo Savoia?

Questo Savoia può arrivare in alto secondo me e spero che riusciremo a raggiungere i play-off. L’anno prossimo, invece, spero in qualcosa di più perché questa piazza merita palcoscenici migliori.

Domenica a Cerignola vi aspetta un avversario ostico. Che partita ti aspetti?

Domenica sarà sicuramente una bella gara contro una squadra che punta a vincere il campionato da diversi anni ma noi andremo lì’ per provare a portare a casa i tre punti e a riscattarci dalla brutta sconfitta subita all’andata. Sarà dura ma ce la metteremo tutta, seguendo i consigli del nostro allenatore.

Il tuo obiettivo per l’anno prossimo? Punti a restare qui?

Sicuramente. A Torre Annunziata mi trovo bene e spero di poter raggiungere, tutti insieme, grandi risultati.