È un Savoia completamente trasformato. Ed anche Diakite si è sbloccato…

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Cresce sempre di più il Savoia che sta ormai assimilando velocemente i dettami tattici del tecnico Campilongo. E con un Diakite finalmente sbloccatosi ed il rientro di Del Sorbo, sognare non sarà più così proibito.

Tutto cambia perché nulla cambi. Riportiamo La celebre frase tratta dal noto romanzo di Tomasi di Lampedusa, “il Gattopardo” (intesa ovviamente in senso letterale, e non nell’accezione che l’autore volle attribuirvi), perché racchiude alla perfezione il momento d’oro che sta vivendo il Savoia, dal giorno in cui Il tecnico Campilongo si è insediato sulla panchina dei bianchi. Dieci punti in quattro partite, hanno rilanciato prepotentemente gli oplontini, tra le prime cinque forze del campionato e rinvigorito il morale di un intero ambiente che adesso può accarezzare, finalmente da vicino, il sogno play-off. L’impressione, che si percepisce in maniera tangibile, e’ che sembra essere cambiato tutto rispetto alla precedente gestione di Squillante, eppure i calciatori sono sempre gli stessi, fatta eccezione per l’arrivo di Diakite. Cosa sta accadendo dunque? Si sta semplicemente verificando uno dei tanti, incontrovertibili corollari di questo sport: la mano dell’allenatore, cesella e plasma una squadra in maniera del tutto personale, dandogli un imprinting completamente diverso. Il Savoia ammirato ieri pomeriggio al Campo Italia, è la stessa squadra di un paio di mesi fa, ma soltanto nella struttura. Dal punto di vista caratteriale invece, sembra essersi trasformata in una nuova di zecca, maggiormente fiduciosa nei propri mezzi e meno narcisista, innamorata della propria immagine riflessa nello specchio dell’acqua. L’ex allenatore di Ischia, Cavese e Avellino, non sembra, però, aver lavorato solo sulla psiche dei suoi ragazzi, ma anche dal punto di vista tecnico-tattico. Squillante preferiva costruire il gioco, sfruttando perlopiu’ il gioco di sponda del centravanti, invece, il Savoia di ieri si è fatto apprezzare anche per i tanti tagli in verticale dei suoi attaccanti. Il primo goal di Diakite, infatti, è nato priori da una verticalizzazione fulminante, partita da una invenzione di Gatto e conclusa dall’ex Taranto che scattato in velocità sul filo del fuorigioco, ha fulminato l’estremo difensore di casa. La ricerca dei lanci improvvisi dalle retrovie e dal centrocampo, è stata dunque una costante della gara di ieri a testimonianza di quanto la squadra stia assimilando molto velocemente le idee tattiche di Campilongo. Se il buongiorno si vede dal mattino, dunque, non si potrà far altro che crescere sempre di più, partita dopo partita e con un Diakite finalmente sbloccatosi e il rientro di Del Sorbo a dare manforte ad un attacco che sino a ieri non aveva ancora segnato tre reti in una partita se si eccettua il 4-0 in notturna, in Coppa Italia contro il Gragnano, si potrà sognare di scalare ancora la classifica, non piu’ solo ad occhi chiusi, bensì aperti.