L’EDITORIALE – Una splendida giornata

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“Non importa se è finita, non importa se ho la gola bruciata, l’importante è che sia stata, una splendida giornata”. Chiediamo in presto a Vasco quattro semplici frasi di una delle sue meravigliose canzoni per riassumere l’essenza di quanto vissuto ieri a Benevento. Una splendida giornata, non c’è che dire, che ha lasciato giusto un pizzico di amaro in bocca per come è maturato il risultato finale ma che, in ogni caso, resterà impressa nelle menti di tutti coloro che l’hanno vissuta.

Una splendida giornata che, sconfitta a parte, restituisce la consapevolezza che il Savoia è in crescita e che questo gruppo sì, si può salvare. E la consapevolezza che ‘i fratelli’ di Benevento sono pronti per il salto di categoria. L’accoglienza riservata dai sanniti ai torresi è a dir poco fantastica, sicuramente degna di quella ricevuta a Torre Annunziata dagli stregoni nella gara d’andata. Nessun aspetto è lasciato al caso: già a partire dalle 14:00 via Santa Colomba è affollatissima e colorata di bianco, nero, rosso e giallo. I tifosi pranzano insieme, saltano, cantano, bevono birra e attendono di poter raggiungere ciascuno il proprio settore di competenza. Sembra quasi di vivere i momenti che antecedono un incontro di rugby dove, quest’usanza tra supporter ‘rivali’ è prassi.

L’accoglienza per gli addetti ai lavori non è da meno. Per accedere alla tribuna stampa non c’è alcun accredito da ritirare e quindi nessuna fila ai botteghini: è sufficiente esibire l’email di conferma ricevuta dall’ufficio stampa del Benevento all’atto della richiesta di accredito. Subito dopo il varco d’ingresso troviamo ad accoglierci la dott.ssa Iris Travaglione, responsabile dell’Area Comunicazione che si presenta, ci da il benvenuto e ci indica la strada per la tribuna stampa dove, in ogni postazione, vi è un libricino con tutte le informazioni sulla sfida, ricco di statistiche d’ogni genere su Savoia, Benevento e tutto il girone c della Lega PRO. Un lusso. Di lì a poco lo speaker dello stadio saluta ufficialmente società, giornalisti e tifosi ospiti. Poco prima dell’inizio del match, una hostess ci consegna le formazioni ufficiali che di lì a poco verranno annunciate e visualizzate nel tabellone digitale dello stadio. Insomma, una professionalità mai vista prima, in nessun campo di Lega PRO, degna di ben altre categorie.

A quindici minuti dall’apertura delle ostilità, inizia lo spettacolo sul terreno di gioco. Una delegazione di tifosi sanniti e torresi, a bandiere invertite, fa il giro del campo, facendo tappa sotto alle due curve dove si sorseggia Strega e si canta insieme. Quasi non si riesce più a distinguere quali siano i tifosi del Savoia e quali quelli del Benevento: le tifoserie, oltre a sciarpe, bandiere e vessilli, infatti, si scambiano anche i cori e così dalla Nord, dove sono assiepati gli ospiti, si alzano inni pro Benevento, dall’altro lato, dalla Sud, tana storica dei supporter giallorossi, si canta per il Savoia. Il resto dello stadio, guarda in silenzio, un silenzio di meraviglia, un silenzio di riflessione: “Perché non è sempre così?”

Inizia la partita, e chi pensava che il Benevento avesse avuto vita facile si sbagliava di grosso. Il Savoia di Papagni ‘tiene’, difende con ordine e corre pochissimi pericoli. Gragnaniello non deve fare miracoli e i bianchi, di tanto in tanto, fanno capolino dalle parti di Pane. Peccato che la ‘leggerezza’ del reparto offensivo vanifica le ottime giocate di Scarpa e le buone trame di gioco che, finalmente, il Savoia produce. La prestazione dei bianchi è comunque motivo d’orgoglio per i tanti tifosi presenti a Benevento. La gara, come spesso accade in questi casi, è decisa da un episodio. Ad inizio ripresa Campagnacci, sfiorato da Riccio, cade in area: rigore dubbio che Eusepi si fa respingere da Gragnaniello prima di riavventarsi sulla sfera e buttarla dentro. La dea della buona sorte, ieri, ha fatto “comunella” con la Strega che esce vittoriosa e vola sempre più in alto verso la B. Al Savoia restano i complimenti e gli applausi di tutto il “Vigorito” e quel coro che si leva dal settore ospiti “Savoia noi ci crediamo”. Ma gli applausi non sono solo per la squadra di Torre Annunziata: dopo aver ‘salutato’ i propri supporter, infatti, tutti i calciatori del Benevento si recano sotto la Nord e applaudono i tifosi torresi. Un gesto bellissimo che fa onore ad uno sport che, di tanto in tanto, ancora ci fa vivere emozioni d’altri tempi e fa rimpiangere chi non c’era per essersi perso “una splendida giornata”.