Il tecnico della Torres, Archimede Graziani:”Il nostro obiettivo ora, è quello di procedere per step”

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Intervista al tecnico toscano della Torres, Archimede Graziani, subentrato a Dicembre, ad Aldo Gardini.

Dopo il passo falso interno con il Lanusei, il Savoia è chiamato a rialzare subito la testa, nella trasferta di domani a Sassari, contro la Torres. Sinora, i bianchi hanno fatto meglio fuori casa, piuttosto che nel proprio fortino, e questo è sicuramente ascrivibile anche alla particolarità di questa annata, in cui il fattore campo, non esiste. Ben quattro sono state, difatti, le vittorie ottenute con Carbonia, Vis Artena, Giugliano e Formia, dunque con tale statistica positiva, capitan Poziello e company, si dirigeranno al “Vanni Sanna”, con quella rabbia accumulata subito dopo il fischio finale di domenica scorsa e scaricata durante questi pochi giorni di allenamento, al fine di trasformarla in energia positiva anche se non bisognerà commettere l’errore di sottovalutare la partita. Di fronte difatti, troveranno un avversario ugualmente arrabbiato, una squadra partita con ambizioni diverse e che si è trovata, improvvisamente, a dover fare i conti con delle difficoltà che non aveva messo, assolutamente in preventivo. Basti  pensare che ad inizio Dicembre, i rossoblu’, avevano un solo punto in classifica e ben cinque sconfitte consecutive, sul groppone. Dopo l’esonero del tecnico Gardini, l’innesto di tanti calciatori e l’arrivo dell’attuale allenatore, Archimede Graziani, le cose però, pare che stiano lentamente migliorando ed adesso, i sardi, credono sicuramente di più nel nuovo obiettivo salvezza, ridimensionato dopo l’inattesa, falsa partenza. È proprio il tecnico toscano, che abbiamo raggiunto telefonicamente, subito dopo l’allenamento pomeridiano, per toccare con lui, vari argomenti e per parlare della sfida di domani, che entrambe le squadre, non posso sbagliare per continuare a coltivare il proprio orticello.

Mister, prima che lei arrivasse, questa squadra aveva un solo punto in classifica. Si è trovato, dunque, a dover ereditare una situazione scottante. Su quali aspetti ha dovuto lavorare, per cercare di uscirne?

Della situazione precedente, non mi sono posto, sinceramente, il problema. So solo che da quando sono arrivato qui, avevamo il peggior attacco e la peggior difesa. Ho dovuto, dunque, avviare con la società e con  il direttore sportivo, un discorso ben preciso. Abbiamo cambiato molto; sono arrivati nuovi elementi e tutti insieme, siamo stati bravi a fare tanti progressi. I ragazzi, si sono dimostrati disponibili a lavorare duramente e li ringrazio per questo, ma la strada da fare è ancora lunga. Abbiamo appena cominciato.

Eppure la Torres, era partita con ben altre ambizioni. Cosa, secondo lei, non ha funzionato?

Sarei ipocrita se rispondessi che non conosco i motivi anche perché il mio mestiere, è proprio quello dell’allenatore. Una mia idea, me la sono, dunque, fatta. Credo che dopo la buona stagione dello scorso anno, si è commesso l’errore di pensare di potersi migliorare, ancora di più. Sono stati sostituiti molti elementi della rosa, allenatore compreso, ed andando a stravolgere troppo l’intelaiatura di base, si è andati incontro a delle difficoltà. Prima che scoppiasse l’epidemia di Covid, si trovavano al terzo posto, poi sono state fatte scelte diverse che non hanno, purtroppo, pagato.

Conosce bene le realtà campane ed il girone G, per aver allenato, alcuni anni fa, l’Avellino, il quale poi vinse il campionato dopo aver disputato lo spareggio con il Lanusei. Fu esonerato, nonostante un buon cammino, quando vi trovavate a cinque punti dalla capolista, Trastevere. Pensa che molte compagini, sottovalutino le insidie che questo raggruppamento può nascondere?

Per parlare della mia esperienza con l’ Avellino, mi ci vorrebbe un libro. Non voglio dire di più, spero solo che un giorno possa rincontrarmi con qualche membro dello staff  con cui ho condiviso quell’annata, per regolare alcuni conti in sospeso. In quanto al Girone, le squadre sarde, in passato, erano sempre state messe insieme con le lombarde, per cui capita che le campane che fino a pochi anni fa, non conoscevano questo raggruppamento,  possano sottovalutare le insidie che ivi possono nascondersi. In questo raggruppamento ci sono, al momento, quattro-cinque compagini che sono attrezzate per lottare per i piani alti ma sia per il motivo che ho appena detto, sia per il Covid che ha reso la stagione un po’ strana, hanno incontrato un po’ di difficoltà, lungo il proprio cammino. Conosco bene le squadre del sud, per averle allenate, e so quindi, quanto il calcio sia vissuto diversamente lì, in modo sicuramente più sentito. Dunque le pressioni sono ben diverse.

Anche il Savoia, ha, secondo lei, come del resto anche la Torres, magari sottovalutato questo Girone, ragion per cui sta incontrando più difficoltà?

Beh, il Savoia nonostante tutto, è lì al secondo posto e sono convinto che lotterà fino alla fine con le altre squadre più attrezzate del Girone. Conosco la società, so che è seria e vuole ottenere risultati importanti, per cui, difficilmente mollerà la presa. Questa è una delle rare eccezioni perché in molti casi, spesso non è sempre il nome ed il blasone, a garantirti  successi facili. Per esempio, ai tempi in cui ero all’Avellino, della squadra era rimasto solo il nome e la maglia, ma il resto, non era all’altezza. E sulla vittoria finale dopo lo spareggio con il Lanusei, stendiamo un velo pietoso, tutti sanno, del resto, come è andata…

In questa finestra di mercato invernale, sono arrivati, come lei ha prima accennato, tanti volti nuovi tra cui i difensori Schiaroli e Vavassori, il portiere Frasca e i centrocampisti Origlio e Melli. È soddisfatto del mercato sin qui fatto, o secondo lei manca ancora qualcosa?

Un allenatore, non è mai completamente soddisfatto ma sono comunque contento di quello che i miei ragazzi stanno facendo. In settimana, si è unito al gruppo, anche il nuovo centrocampista Prosi che è andato a sostituire una casella vuota in mezzo al campo ma il ragazzo avrà bisogno del tempo per integrarsi ed entrare nei nuovi meccanismi della squadra. La società è però sempre vigile sul mercato, alla ricerca delle giuste opportunità.

Quali sono, adesso, gli obiettivi della Torres?

Quando, come ha detto prima lei, sono arrivato qui, la Torres aveva un solo punto ed era lontana persino da una minima possibilità di salvezza. L’obiettivo, ora, resta quello di ragionare per step: Dopo esserci avvicinati alle due ultime posizioni che vogliono dire retrocessione diretta, il prossimo passo è quello di provare a raggiungere i play-out e se ci riusciremo, potremo pensare anche alla salvezza diretta. È possibile ragionare solo in questo modo. Se la società non  mi avesse chiesto di procedere in questo direzione, probabilmente, non avrei accettato questo incarico. È la sola strada possibile e tutto lo staff dirigenziale ha dimostrato grande serietà perché ha capito che bisognava ridimensionare i piani per concentrarsi a raggiungere un traguardo più realistico.

Dopo la pesante sconfitta nel derby con il Latte Dolce, avete avuto una reazione di orgoglio, vincendo nel recupero, a Formia e pareggiando con il Cassino. Che partita si aspetta domani?

Mi auguro di rivedere nei ragazzi, lo stesso piglio con cui hanno affrontato le ultime gare. Giocare contro una grande del Girone, credo che ci potrà dare gli stimoli giusti e farci capire dove possiamo arrivare. 

Ha già in mente l’undici da schierare? Ci sono indisponibili nella rosa?

Tutti a disposizione, compreso Frasca e La Vigna, che rientrano dai rispettivi turni di squalifica. Ci sarà anche il neo-arrivato Prosi, il cui impiego, valuterò in corso d’opera. Sulla formazione invece, non ho ancora deciso. Chi mi conosce, sa che scelgo sempre a ridosso della gara anche se i ragazzi hanno  già un’ idea di chi potrà scendere in campo, in base a quelle che sono state le indicazioni avute in settimana.

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