Il ds Carlo Musa predica pazienza: “È un mercato difficile. Bisogna agire con oculatezza”

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Che sarebbe stato un mercato complicato, era risaputo. Il Covid, ha stravolto tutto, provocando non solo problemi economici a molte società, ma anche un mutamento in alcuni regolamenti. Ecco perché il Savoia ha dovuto cominciare il ritiro con la rosa non ancora al completo. Ci vorrà tanta pazienza e a predicarla è in primis il ds Carlo Musa, contattato dalla nostra redazione. L’ex dirigente dell’ Avellino, sta lavorando senza sosta, tra tante difficoltà, per consegnare al tecnico Salvatore Aronica una rosa competitiva. Tra i primi problemi, come ci racconta, c’è quello legato agli under di proprietà di squadre professionistiche.

Quali sono le principali difficoltà per ciò che concerne il mercato degli under?

Il problema principale, riguarda il regolamento. A causa del Covid, sono stati prorogati i contratti dei calciatori classe 2000 e 2001, appartenenti a società professionistiche, rispettivamente fino al 30 Agosto e al 16 Settembre. Nel frattempo però, il nostro ritiro è già cominciato, per cui dobbiamo aspettare necessariamente il 1 Settembre per capire se le società di appartenenza vogliano o meno stipulare un contratto professionistico con i propri giocatori. La soluzione, per aggirare l’ostacolo, sarebbe quella di concedere, nel frattempo, dei nulla-osta in modo da permettere agli under di poter svolgere il ritiro con una squadra di serie D e potersi in questo modo allenare, ma spesso, si preferisce attendere la scadenza dei termini. Con tale differenza di regole, diventa difficile per le squadre di serie D, poter programmare in anticipo.

Ecco spiegato perché il destino che lega Oyewale al Savoia, è ancora incerto…

Sì, essendo un classe 2000, Il contratto di Oyewale è stato prorogato, come spiegavo prima, fino al 30 Agosto, per cui occorrerà aspettare i primi di Settembre, affinché si abbia una situazione più chiara in merito al suo futuro.

E Tascone invece? C’è possibilità che resti in maglia bianca, anche la prossima stagione?

Il calciatore è stato chiaro e come ha già detto nel corso di precedenti interviste, preferisce giocarsi le sue chances in Serie C, per cui non resterà al Savoia.

Ci sono alcuni calciatori in prova, in questo primo periodo. Deciderà il mister se faranno parte del nuovo progetto?

Sono in realtà tutti calciatori che facevano già parte delle giovanili del Savoia ma che il nuovo tecnico vuole valutare attentamente, prima di decidere se faranno o meno parte, del nuovo progetto tecnico.

Cosa manca ancora al Savoia per essere completo, secondo lei?

Credo che per essere completa la rosa necessiti di due o tre innesti over e quattro under. Cerchiamo, soprattutto, un difensore di esperienza e un centrocampista di qualità che possa sostituire Osuji. Per quanto riguarda invece il reparto avanzato, credo che con Kyeramateng, Scalzone, Romano e Orlando e qualche under come Mosca e Penna, dovremmo essere coperti ma non è escluso che possa arrivare qualcun’altro. Abbiamo comunque già individuato gli elementi giusti, sia sotto il profilo umano che tecnico ma come dicevo prima, occorre pazienza. Mai come quest’anno, è un mercato particolare.

Alcune società come ad esempio il Taranto, si sono mosse prima e hanno quasi completato la rosa, ma hanno avuto il vantaggio di conoscere in anticipo la categoria in cui avrebbero militato l’anno prossimo, a differenza del Savoia. Ha inciso anche questo aspetto, sul mercato che state portando avanti?

Indubbiamente alcune società come il Taranto si sono potute muovere prima ma credo che in questo mercato stia avendo ancor più peso rispetto agli anni passati l’aspetto economico. Il Covid ha avuto forti ripercussioni economiche su molte realtá e molti sponsor sono venuti a mancare. Di conseguenza, mentre squadre come quelle che tu hai citato, possono permettersi di agire con un budget superiore, tante altre, come noi, hanno dovuto un po’ ridimensionare i piani. Questo non vuole rappresentare per noi un alibi: sappiamo che dobbiamo lavorare sodo e non significa che non verrà allestita una compagine di livello. Anzi, stiamo lavorando affinché si riesca a mettere su una squadra degna di questo blasone, in grado di poter comunque recitare un ruolo importante. Molto dipenderà anche dal girone in cui verremo inseriti. Chiaramente, se dovessimo capitare nel girone H o I, la concorrenza sarà più agguerrita con Taranto, Casarano, Acireale e altre, che stanno allestendo rose di primo livello.

Per ciò che riguarda i calciatori over, alcuni arrivi sono sfumati proprio a causa dell’attesa di un ripescaggio in C. Basti pensare ad Ouattara, Ba e Sow, che siccome extracomunitari, non avrebbero potuto giocare tra i professionisti…

Questo è vero, così come è vero che molti profili over di livello in serie D, si sono nel frattempo accasati altrove. E’ anche vero però che il discorso è ancora aperto per ciò che riguarda i profili di serie C. Con la rosa bloccata a ventidue elementi, molti giocatori stanno a attendendo di sapere se troveranno una squadra tra i professionisti. Una volta che appreso il proprio destino, rivolgeranno i propri occhi, anche in serie D. Abbiamo già individuato alcuni elementi che possono fare al caso nostro, ma bisognerà attendere un po’. Tra le altre cose, c’è da aggiungere che il mercato, quest’anno, terminerà il 30 Ottobre per cui ben oltre l’inizio del campionato. Ciò comporterà che alcuni calciatori che dopo un primo periodo in una squadra, non rientreranno più nei piani della società o vorranno andare via, potranno ancora farlo. Una situazione paradossale che comporterà continui stravolgimenti delle rose.

L’aspetto economico di cui parlavamo prima, ha inciso anche sulla mancata permanenza di elementi importanti come Osuji e Guastamacchia?

Per ciò che concerne Osuji, non posso dirti nulla perché quando e’ andato via, non ero ancora al Savoia. Per ciò che invece riguarda Guastamacchia, il calciatore aveva manifestato la volontà di voler andare a giocare in Serie C. Su di lui, c’era il Bitonto ma a causa della vicenda relativa alla presunta combine con il Picerno, tutto è saltato. Da allora, non l’abbiamo più chiamato perché credo che una società come il Savoia non debba pregare un giocatore di restare. Deve essere piuttosto lui a mostrare la giusta motivazione nel continuare un cammino comune. Faccio l’esempio di Kyeramateng, che quando ha saputo di potersi accasare al Savoia, ha preso subito il treno dal nord-Italia, per arrivare subito qui. Se invece Guastamacchia ha scelto il Taranto, vuol dire che probabilmente non aveva più stimoli a continuare.

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