Contro il San Tommaso, per salire sull’ottovolante

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I bianchi vogliono cominciare l’anno nuovo nello stesso modo in cui si era concluso quello appena andato via, ovvero suonando l’ottava sinfonia per salire così sull’ottovolante e cominciare subito a correre.

Anno nuovo, vita nuova. Così di solito si accoglie il primo giorno dell’anno, con tanti buoni propositi da provare a realizzare. Per i bianchi invece, si proverà a ripartire dalla vecchia vita, da quel 2019 che è stato foriero di tanti successi sportivi e di una crescita vertiginosa che nel giro di poco tempo, ha visto ridurre le distanze della capolista Palermo, da -13 a -3.

L’ occasione propizia per proseguire nel solco tracciato fino alla vittoria con l’Acireale, capiterà già tra pochi giorni, quando alla vigilia dell’Epifania, arriverà al “Giraud” la matricola San Tommaso. Dal lontano 1 Settembre, giorno in cui le due compagini bagnarono il proprio esordio, dividendosi la posta in palio, tante cose sono cambiate. Quello era un Savoia che non aveva ancora trovato i suoi meccanismi ed un suo equilibrio, mentre gli irpini, possedevano invece, quell’entusiasmo e quella sfacciataggine tipici dei novizi, che consentì loro di strappare un prezioso punto e di conquistarne quattro, nelle prime tre gare.

Oggi, dopo quattro mesi, la situazione è completamente diversa. Da un lato, i ragazzi del tecnico Parlato, hanno innestato la quinta mentre i bianco-verdi, esauritosi l’effetto sorpresa, si sono trovati a fare presto i conti con la difficoltà di un campionato che non avevano mai affrontato e che richiede esperienza e compattezza per poter archiviarlo con una salvezza che costituirebbe una vera e propria impresa. I primi scricchiolii, si erano palesati proprio a ridosso delle festività natalizie, quando il tecnico Liquidato, dopo la sconfitta casalinga con il Nola, la terza in quattro giornate, aveva deciso di dimettersi, dimissioni poi rientrate cinque giorni fa.

La società irpina, ha dunque convinto l’ex allenatore di Nola e Fondi, a restare sulla panchina del San Tommaso per provare ad unire le forze e raggiungere l’obiettivo salvezza. In tal senso, è stata anche avviata una mini-rivoluzione per ciò che concerne l’organico. Sono partiti verso altri lidi gli ex oplontini Tedesco (Gelbison) e Maranzino, i coloured Camara e Boubacar, l’estremo difensore Casolare (Formia), l’ala Scielzo (Albanova) e il difensore Gambuzza (Altamura), solo per citarne alcuni, mentre sono arrivati a rimpolpare le fila, l’attaccante Stoia, dal Nola, il portiere ex Città di Messina Landi, il centrale difensivo Mannone (dalla Nocerina), il terzino under, classe 2001 Galiano (Brindisi), il centrocampista Madonna (Pomigliano), il difensore Tizio (Gragnano), i centrocampisti Savarise, dal Lavello e l’argentino Castro dalla Massese, e i giovani attaccanti Colucci e Tedeschi (Baiano).

Una mini rivoluzione, insomma, che però ha visto andare via tanti elementi di esperienza, rimpiazzati perlopiu’ con calciatori giovani se si eccettuano i soli Mannone e Castro. A nostro parere, una decisione un po’ troppo azzardata, considerata anche la classifica che comincia adesso a farsi preoccupante (terzultimo posto, a quota 12 punti, con un solo punto conquistato nelle ultime tre gare, precisamente nella trasferta di Biancavilla) anche se è pur vero che è difficile trattenere i giocatori di maggior spessore quando gli ingaggi cominciano a pesare sul bilancio e quando prevale la voglia di andare via, per lottare per obiettivi diversi.

Una situazione tutt’altro che idilliaca quella che sta vivendo la compagine avellinese e che i bianchi proveranno a sfruttare, certi di partire con i favori del pronostico ma senza commettere l’errore di sottovalutare l’avversario, perché capitan Poziello e company non devono mai dimenticare che sono state proprio la forza del gruppo, insieme all’umiltà, i pilastri su cui hanno costruito la grande rimonta.