Savoia-Acireale 4-2: l’analisi tattica

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SettebelloSavoia: emozioni e spettacolo al “Giraud” dove i bianchi, riescono a ribaltare lo 0-2 del primo tempo con una prova di grande carattere e sciorinando un calcio davvero entusiasmante che ha messo al tappeto anche una squadra molto ben messa in campo come l’Acireale che sarà un avversario ostico per chiunque.

(Foto il CignoArt)

Un autentico uragano, un fiume in piena che ha rotto finalmente gli argini nel secondo tempo, dopo aver immagazzinato tanta acqua, nel primo (merito di un’ottima avversaria, davvero ben messa in campo) per travolgere l’Acireale e portare a casa una vittoria fondamentale per la rincorsa al Palermo.

Adesso la classifica recita meno tre; roba da stropicciarsi gli occhi se si pensa ai tredici punti di svantaggio di appena un mese e mezzo fa e che fanno sognare ad occhi aperti un’intera tifoseria, accorsa in massa quest’oggi per spingere alla vittoria, i propri beniamini.

Eppure, il primo tempo si era messo male per i bianchi, sotto di due goal e incapaci di costruire gioco, per merito, come già anticipato prima, di un Acireale corto e ben messo in campo, che ha chiuso diligentemente gli spazi per poi ripartire in contropiede, l’arma che gli ha permesso di vincere ben quattro partite fuori casa.

Dopo la prima mezz’ora di gioco, però, il tecnico Parlato ha subito cambiato in corsa, togliendo dal campo uno spento Luciani, apparso disorientato e fuori condizione, per inserire Orlando e passare al 3-4-1-2. I risultati si sono subito fatti vedere ed i suoi ragazzi hanno cominciato a prendere le misure e aumentare i giri del motore. Così, dopo essersi visti annullare un goal per fuorigioco, sono riusciti a ridurre lo svantaggio sul finire del primo tempo, grazie a Rondinella.

È stata proprio l’iniezione di fiducia, la spinta che ci voleva per avviare l’incredibile rimonta. Sospinti da un pubblico eccezionale, gli oplontini, nella ripresa, sono rientrati sul rettangolo verde a testa bassa, come un toro inferocito pronto a travolgere tutto ciò che gli capitasse davanti ed hanno costretto gli acesi, ad arretrare notevolmente il proprio baricentro.

La benzina nelle gambe di capitan Savanarola si stava nel frattempo esaurendo dopo aver corso tanto nella prima parte di gara, mentre i bianchi quella benzina l’hanno trovata immediatamente, con quel goal fulmineo di Orlando, una rete che sa di liberazione per l’attaccante ex Salernitana, dopo aver attraversato un periodo difficile. A quel punto, mancava solo la scintilla per far esplodere il vulcano Giraud, ed è arrivata a due minuti dal termine con l’imperioso e preciso stacco di capitan Poziello.

Il grande secondo tempo del Savoia, è figlio non soltanto della forza di un gruppo capace di fare quadrato nei momenti di difficoltà, ma anche degli accorgimenti tattici che il proprio tecnico sa attuare in corso d’opera.

Coraggiosa è stata, in tal senso, la scelta di sostituire uno dei migliori in campo, Osuji e di arretrare Cerone sulla linea dei centrocampisti, soprattutto quando, dopo aver raggiunto il pareggio ed aver preso possesso del centrocampo, sarebbero potuti venir meno alcuni equilibri.

La vittoria però, la raggiunge solo chi sa osare, accettando i possibili rischi che ne possono scaturire. Cosi, dopo essersi sbilanciati in avanti aver rischiato di subire il 2-3, in alcune circostanze (molto bravi gli ottimi attaccanti dell’Acireale Rizzo, Ouattara e Savanarola a dialogare in velocità, creando numerosi grattacapi alla difesa oplontina) i torresi hanno di nuovo ripreso il dominio del gioco, prima abbattendo il castello difensivo eretto dagli avversari, per poi espugnarlo definitivamente con Scalzone, sempre decisivo ogni volta che fa il suo ingresso in campo.

I migliori

Difficile scegliere oggi qualcuno, tra le fila del Savoia. Tutti si sono espressi ben oltre la media, ma qualche parola va necessariamente spesa per alcuni protagonisti di questo fondamentale successo.

Osuji: non ci sono più parole per descrivere le sue prestazioni. È praticamente onnipresente, e sa fare molto bene entrambe le fasi: sia quella di interdizione che di costruzione. Eccezionali i suoi strappi palla al piede con cui nel primo tempo, ha il merito di suonare la carica verso la grande rimonta che poi sarà perfezionata nel finale di gara. Un valore aggiunto è imprescindibile, di questo Savoia.

Oyewale: una spina nel fianco per la difesa avversaria. Nel primo tempo, i pericoli maggiori per gli acesi, arrivano dalla sua fascia; nel secondo tempo, straripa addirittura diventando devastante. Un vero è proprio gioiellino che il Savoia si tiene stretto fino alla fine della stagione.

Tascone: Nonostante la giovane età, gioca con il carisma di un veterano. Quando lui è Osuji decidono di prendere in mano il centrocampo, l’inerzia della partita muta completamente.

Scalzone: Una percentuale realizzativa, altissima. Ogni volta che entra fa goal, portando peso e qualità all’attacco dei bianchi. Ora che le frecce a disposizione di Parlato sono tante, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta su come scoccarle per centrare l’obiettivo.

Per gli acesi invece, abbiamo scelto Rizzo e Ouattara, due attaccanti davvero temibili, abili a dialogare nello stretto e che hanno reso la vita davvero difficile alla difesa oplontina.