7 Settembre 1924: 94 anni fa, il Savoia si laurea vice-campione d’ Italia

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Il 7 Settembre del 1924, il Savoia scese in campo per la storia, contendendo al Genoa lo scudetto. Come ogni anno, è sempre vivo il ricordo di questo grande evento che ha dato lustro e gloria al club oplontino.

Alla vigilia di Savoia-Gragnano, non possiamo fare a meno di ricordare ai tanti tifosi e appassionati torresi, una data memorabile per la loro squadra del cuore: il 7 Settembre. Quando a Torre Annunziata arriva questo giorno, i ricordi tornano ogni anno puntuali, indietro nel tempo di 94 anni fa, esattamente al 1924, anno della storica finale scudetto contro il Genoa.

Era l’anno della prima autostrada del mondo, inaugurata da Vittorio Emanuele III in persona e delle prime trasmissioni radiofoniche, e mentre l’America si apprestava a vivere, di lì a poco, uno dei periodi più difficili della sua storia (la grande depressione economica del ’29), nella città oplontina si respirava, al contrario, una febbrile aria di attesa.

Stava per arrivare il pluriscudettato Genoa, che forniva in dote alla Nazionale italiana, quasi tutti i suoi undici. Quello squadrone faceva indubbiamente paura, ma c’era un orgoglio da difendere, bisognava fare bella figura perché era la prima volta che una squadra del sud, contendeva il tricolore ad una del nord.

Lo strapotere economico e calcistico del Settentrione, veniva finalmente messo in discussione dal Meridione, da una squadra di una città non proprio piccola a quei tempi, ma neanche tanto grande come le grandi metropoli dello Stivale. Non era mai successo, nessuno era riuscito ad arrivare lì sinora per cui, tutte le attenzioni della stampa Nazionale erano concentrate su una ridente cittadina in Provincia di Napoli, affacciata sul mare, forse non ricca come Genova ma sufficientemente ricca da essere diventata uno dei posti più ambiti e lussuosi della nostra Regione.

Più di cento mulini e pastifici, la Reale Fabbrica d’ armi, aziende siderurgiche e ville eleganti, la rendevano molto più simile ad una città del nord. Insomma, il Savoia rispecchiava alla perfezione una città in salute, degna di poter ospitare un simile evento e si sa che le due cose vanno quasi sempre a braccetto… Di acqua sotto i ponti, da allora, ne è’ passata…tante cose sono cambiate.

È mutato soprattutto il calcio: non ci sono più palloni di cuoio, ne’ campi in terreno. Oggi c’è’ addirittura il Var, che corregge eventuali errori degli arbitri. Non siamo, a nostro avviso, le persone adatte a raccontare quelle emozioni perché non le abbiamo vissute in prima persona.

Ci resta soltanto qualche ricordo sbiadito dei nostri nonni, che purtroppo, non hanno un ricordo nitido di quel giorno perché erano piccoli. Sicuramente i nostri bisnonni, sarebbero riusciti a raccontarci alla perfezione ogni singolo istante di quel giorno, ogni emozione ed ogni sensazione ma non importa. Ci accontentiamo di ricordare ogni anno questa data, dei libri e di foto vecchie in bianco e nero, di chiudere gli occhi e provare a vivere quell’esperienza in prima persona, come se fossimo stati tutti presenti. Perché da quel momento il Savoia divento’ il “grande Savoia”, una leggenda che ogni abitante di Torre Annunziata tramanderà per sempre ai posteri.