Gli umori, i pareri e le possibili soluzioni di dirigenti e allenatori del Girone I

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Con i campionati ormai fermi da quasi 1 mese e mezzo, anche il mondo del calcio inevitabilmente sta risentendo la crisi scaturita da questa emergenza sanitaria e a farne le spese sono soprattutto le società di Serie D, le quali non godendo degli stessi diritti delle squadre professionistiche, guardano con incertezza ad un eventuale prosieguo di campionato e soprattutto alla stagione 2020/2021 che si aprirà con tanti punti interrogativi soprattutto dal punto di vista economico. Abbiamo deciso di ascoltare il parere di dirigenti e allenatori del girone I per capire se c’è un unione di intenti e qual è secondo loro la strada da percorrere per tenere in vita il calcio dilettantistico.

Iniziamo dal direttore sportivo del Giugliano, Franco Mango il quale ci tiene a sottolineare che la società è favorevole ad una eventuale ripresa del campionato: “Qualora la decisione degli organi sanitari sia favorevole ad una ripresa e che quindi non ci sia alcun pericolo per nessuno, non vedo per quale motivo non si possa riprendere. Passata questa emergenza, si dovrà lottare contro un altro tipo di emergenza e cioè quella economica che sarà ancora più accentuata nel calcio dilettantistico dal momento che le uniche entrate delle società provengono dalle sponsorizzazioni e dagli incassi al botteghino –afferma il direttore– Credo che adesso la priorità dei presidenti di calcio sia quella di risollevare le sorti della propria azienda e proprio per questo motivo molte squadre faranno fatica a riprendersi, ma spero di sbagliarmi. La federazione dovrà studiare un modo per salvare il calcio dilettantistico con aiuti economici che possano dare una mano a tutto il sistema. Il Giugliano Calcio è favorevole ad una ripresa dell’attività agonistica a patto che sia garantita l’incolumità di tutti. –Il direttore giallo-blu, infine, ci tiene a sottolineare che la soluzione di cristallizzare il campionato e di giocare solo eventuali play-off e play-out non è la strada giusta– ” Non sono d’accordo su questa modalità. Le soluzioni sono due: riprendere tutti da dove il campionato era stato sospeso oppure se non ci sono più le condizioni per proseguire, a quel punto saranno gli organi competenti a stabilire promozioni e retrocessioni”.

A chiedere a gran voce un intervento della federazione, è il vice presidente del Licata, Danilo Scimonelli: “Il Licata si adeguerà alle decisioni della Lega che siamo sicuri, arriveranno dopo attente valutazioni soprattutto di carattere sanitario. Se la decisione fosse quella di riprendere, metteremo in atto tutti i protocolli di sicurezza per garantire l’incolumità di giocatori, staff e dirigenti. Ci aspettiamo, però, che la Lega ci dia un mano e ci fornisca gli strumenti necessari per fare in modo che ciò avvenga perché in Serie D non ci sono sceicchi, né magnati. Siamo certi che verrà messa in primo piano la salute dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”

Dello stesso parere, anche l’allenatore dell’ FC Messina, Ernesto Gabriele: “Per noi la soluzione migliore sarebbe quella di tornare a giocare e completare il campionato, però è evidente che il problema è grosso ed è molto difficile una ripresa delle attivitàafferma il tecnico dei peloritaniHo avuto modo di leggere varie proposte dei dirigenti e devo dire che ognuna di queste potrebbe essere una soluzione ma c’è anche da dire che ogni proposta che verrà fatta, accontenterà alcuni ma allo stesso tempo scontenterà altri. Spero che ai piani alti riusciranno ad arrivare ad una soluzione che non scontenti nessuno. Nel girone I, squadre come noi, il Savoia, il Palermo ed il Giugliano che hanno investito tanto, senza nulla togliere alle altre società, non vedranno il frutto dei loro investimenti se non si dovesse completare la stagione in corso; per cui credo che a quel punto tutte meriterebbero la Serie C, ovviamente con le dovute valutazioni della Lega”.

L’allenatore del Nola, Gianluca Esposito, invece, sottolinea che prendere una decisione sulle sorti di questo campionato sia un compito davvero difficile: “Esprimo la mia in qualità di allenatore, non so qual è la presa di posizione del Nola Calcio. Chiaramente io e i ragazzi non vediamo l’ora di tornare ad allenarci perché il calcio è la nostra vita. C’è da capire come si evolverà la situazione nelle prossime due settimane, perché qualora non ci dovessero essere le condizioni per poter tornare a giocare nel modo più sereno possibile, la vedo davvero dura. Sulle eventuali soluzioni da adottare, ci sto pensando da un po ma sinceramente non riesco a capire quale possa essere la migliore, ad esempio se cristallizzare la classifica, giocare solo play-off e play-out, eliminare le retrocessioni; insomma è davvero difficile. Spero che questo periodo passi il prima possibile”.

Per quanto concerne la zona play-out, l’allenatore del Corigliano, Mangiapane commenta: “Viviamo una situazione drammatica e particolare. In questo momento il mio pensiero va a tutte le persone che stanno soffrendo a causa del virus, poi il calcio e lo sport, in generale, vanno messi in secondo piano in questi casi. Siamo in attesa delle decisioni della Lega e ci metteremo a disposizione, ma siamo una società composta da ben 25 giocatori che hanno bisogni di vitto e alloggio e questo è un problema importante sia da un punto di vista logistico, sia da un punto di vista economico. L’unico modo per poter portare a termine questo campionato è un supporto da parte delle Lega, non vedo altra strada, dal momento che in questo momento i presidenti sono impegnati per salvare le proprie attività. Dispiace per le prime due in classifica che hanno fatto un campionato importante e giustamente vogliono portarlo a termine, soprattutto il Palermo che merita ben altri palcoscenici per il blasone e la storia ma adesso bisogna pensare a preservare la salute di tutti. “

Infine, non per ordine di importanza, il parere del Marina di Ragusa, che come già sottolineato alcune settimana fa dal direttore Nunzio Calogero, (leggi l’articolo https://bit.ly/2VCrr5L) considera la stagione conclusa: “Se proprio devo dire la mia, credo che la stagione calcistica, almeno per i dilettanti, sia e debba essere conclusa qui, naturalmente con le giuste e ponderate interlocuzioni e valutazioni sulle decisioni da prendere in seno ai vari titoli da assegnare, questo perché gli innumerevoli problemi sulle misure di controllo da adottare al rientro, oltre a quelli logistici, mentali, fisici e non per ultimo economici; non permettono il proseguimento dei vari campionati”. – Dello stesso parere anche la responsabile dell’area comunicazione della società rosso-blu, Lucia Nativo – “La soluzione di riprendere a giocare anche in prossimità della fine di Maggio non la vedo una soluzione molto percorribile. Da un lato, non vedo l’ora di tornare a respirare l’atmosfera delle partite ma dall’altro credo che sia davvero complicato perché i giocatori non si stanno allenando nella maniera opportuna e la prossima sarà la settima Domenica che le squadre non scenderanno in campo. Con quale spirito e soprattutto con quali sicurezze si può pensare di tornare a giocare? In che modo effettui tamponi e controlli ad un’intera società? Sulla salute non si scherza, per cui a mio parere l’ipotesi di riprendere il campionato la vedo molto spinta”

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