Savoia, Guastamacchia: “Ci arrenderemo solo quando la matematica ci condannerà”

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Il forte centrale difensivo invita il gruppo a non mollare e a crederci sino alla fine, nonostante il gap con la capolista Palermo, sia aumentato

Dopo aver archiviato il deludente pareggio di Roccella, i bianchi sono tornati da qualche giorno a lavoro, per preparare la prossima sfida casalinga contro il Licata. Proprio nel match di andata contro i gialloblù, i ragazzi di Parlato, cominciarono a far intravedere quei segnali di ripresa che poi si palesarono in tutta la propria evidenza, nelle settimane successive per cui tutto l’ambiente si augura che possa ripartire una nuova riscossa.

Non sarà di certo un match facile, considerata la posizione in classifica occupata dalla compagine agrigentina ma se si vorrà riprendere a marciare, non si potrà prescindere dalla conquista dei tre punti.

Abbiamo ascoltato, questa settimana, il centrale oplontino, Antonio Guastamacchia, protagonista, sin qui, di un campionato sopra le righe.

Domenica non siete stati brillanti. I problemi manifestatisi nel match con il Ragusa, sono ritornati a ripresentarsi. La manovra era lenta, la squadra era senza idee e si è affidata troppo si lanci lunghi piuttosto che provare a dialogare palla a terra. Eppure, l’avversario, era tutt’altro che irresistibile. Cosa sta accadendo? Gli errori arbitrali delle gare precedenti, hanno inciso sul vostro morale oppure state attraversando una fase di stanca?

No, non sta accadendo assolutamente nulla, non scateniamo allarmismi. Purtroppo non si possono vincere tutte le partite… E’ normale che siamo delusi per il pari ottenuto contro il Roccella: abbiamo fatto di tutto per portare a casa l’intera posta in palio ma non siamo riusciti a superare il muro difensivo, eretto dagli avversari. Ci siamo affidati ai lanci lunghi proprio perché c’erano pochi spazi, ma è pur vero che se fosse entrato il palo colpito da De Vena, sarebbe cambiata la partita.

Ad una difesa che ormai ha trovato il suo equilibrio e che è diventata ermetica, non sta corrispondendo un attacco prolifico. Gli attaccanti, difatti, se si eccettua Scalzone, stanno segnando pochissimo. Come mai, a tuo avviso?

A mio parere, credo che la fiducia si possa ritrovare soltanto con i goal. I nostri attaccanti, devono continuare a lavorare come stanno facendo; del resto, se siamo la migliore difesa del campionato, è anche merito loro.

Nonostante l’allenatore si stia dimostrando molto bravo, il migliore della categoria, ha forse commesso degli errori in alcune partite, come per esempio, in occasione dell’undici iniziale schierato contro Ragusa e Roccella, e nel secondo tempo disputato a Castrovillari, dove la squadra ha arretrato troppo il baricentro, consentendo ai padroni di casa di prendere campo. Sei d’accordo con questa disamina?

In campo, a mio avviso, non ci va l’allenatore ma noi calciatori che, quindi, siamo i primi responsabili dei risultati conseguiti sul campo.

Il distacco dal Palermo è ora di sette punti. Non ci credete più o secondo voi è ancora possibile, la rimonta?

Non è facile, considerando che ci avviamo verso la fine del campionato, ma di certo non molleremo prima che sia finita. Ci abbiamo creduto quando eravamo a meno tredici, non vedo il motivo per cui non dovremmo farlo ora che ci troviamo a meno sette.

Domenica affronterete il Licata, un avversario sulla carta ostico. Che partita ti aspetti?

Mi aspetto una partita indubbiamente difficile. Dobbiamo affrontarla con determinazione.

Proprio dalla partita del girone di andata, con il Licata, partì la rimonta. 

Come ha già anticipato prima, finché non ci sarà la matematica a condannarci, noi ci crederemo sempre.

Cosa vi siete detti nello spogliatoio, in questo momento complicato del campionato?

Ci siamo ripromessi di essere positivi e uniti, più che mai. Siamo già carichi e motivati, per affrontare la prossima gara.

Credi che il Palermo sia in vetta per merito, o hanno inciso in maniera determinante, anche gli errori arbitrali?

Secondo me, un 50% e 50%.

Se il Savoia non dovesse vincere il campionato, punterete forte sui play-off? Credi che possano servire ad accedere alla Serie C, dalla porta di servizio, o siano inutili?

Storicamente, sono sempre serviti a pochissimo, in realtà. Detto ciò, se ci sarà da giocarli, bisognerà onorare sino in fondo l’impegno.

Laddove l’obiettivo non si dovesse conseguire quest’anno, l’anno prossimo ti farebbe piacere restare qui, per riprovarci?

Si, mi farebbe piacere restare qui, ancora un altro anno, ma è ancora presto per parlarne. Ci sarà tempo per valutare ciò, e sedersi a tavolino con la società, per discuterne.

Come ti trovi a Torre Annunziata?

Sono qui da quasi due anni. Mi trovo molto bene a Torre e la tifoseria è spettacolare. Auguro a tutti i giocatori, di poter vestire un giorno, questa maglia, per provare le stesse emozioni che sto vivendo io.

Nella tua carriera, hai vestito anche la casacca della Turris. Quali differenze o similitudini hai riscontrato tra le due piazze e a quale ti ha colpito di più?

Sono due piazze in cui c’è grande entusiasmo e in cui il calcio si vive nella quotidianità. Se dovessi scegliere, però, sceglierei Torre Annunziata. Quello che i tifosi tramettono a noi calciatori, e’ qualcosa di fantastico. Ti fanno sentire, davvero importante…

Un messaggio che senti di inviare ai tuoi tifosi?

Grazie di tutto. Continuate a starci vicini, come avete sempre fatto.

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