Savoia, Cerone:”Si è creato qualcosa di magico. Ho un sogno…”

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L’estroso numero dieci si racconta ad oplontini.com: passato, presente ma anche futuro…

Capita anche ai grandi campioni di fermarsi un pò e di tirare il fiato ogni tanto, e la regola vale ovviamente anche per Il talentuoso Federico Cerone. Dopo un avvio di campionato super, condito da sette reti e assist a valanga con i quali aveva letteralmente trascinato una squadra all’inizio in grosse difficoltà sia dal punto di vista fisico che tattico (almeno quattro o cinque punti sono griffati dal numero dieci oplontino), i tifosi si erano ormai abituati alle sue performance di alto livello, al punto che quando l’ex Avezzano ha smesso di segnare dopo la partita con il Licata, hanno cominciato a pensare che il suo calo di rendimento fosse dovuto ad un motivo ben specifico. Dubbi che ovviamente sono diventati più evidenti quando i suoi compagni, hanno nel frattempo cominciato ad alzare l’asticella del rendimento. Abbiamo per questo voluto ascoltarlo in prima persona, per dipanare la matassa.

Sei stato protagonista di un avvio di stagione strepitoso: sette goal, giocate decisive e assist a valanga. Poi dopo Licata, hai staccato un po’ la spina sia dal punto di vista atletico che realizzativo, mentre il resto della squadra ha invece cominciato a trovare finalmente la condizione. Come ti spieghi questo calo, è fisiologico oppure è da attribuire ad un fatto mentale?

Sono contentissimo dell’avvio di stagione che ho fatto. Dopo Licata, ci sono state due partite non giocate benissimo ovvero quelle con il Città di Messina e con il Corigliano ed io, personalmente, non ho fatto troppo bene. Poi però, ci siamo ripresi anche se non sono riuscito a timbrare il cartellino come era accaduto nelle partite precedenti; molti mi hanno giudicato perché non sono riuscito a trovare più la via del goal, ma evidentemente avevo abituato tutti troppo bene. Successivamente, con Palermo, Nola, Giugliano e Palmese, penso di aver dato un buon contributo alla squadra; ho fatto due assist per Tascone e Rondinella e ho segnato un goal su rigore. Questo calo penso che sia dovuto, probabilmente, sia al fatto che ho spinto troppo sull’acceleratore dall’inizio, sia ad un problemino alla schiena che mi ha un pò frenato. Se di vero momento-no si può parlare comunque, penso che ci sia stato realmente, solo nelle due partite con Messina e Corigliano, anche se contro i siciliani ho fatto un assist decisivo per Scalzone. Non sono stato però, c’è da dire, il Cerone a cui si erano abituati i tifosi.

Veniamo ai rigori: ultimamente non sta andando troppo bene sotto quell’aspetto; non ci sei con la testa in questo periodo oppure gli errori consecutivi sono da attribuire ad una mera coincidenza?

Non mi è mai capitato in carriera di fallirne due di seguito. Ho scelto di calciarli in due modi diversi ma non è andata come speravo. Conto di rifarmi a breve. Non è assolutamente una questione mentale; è soltanto un errore tecnico di cui mi assumo le colpe.

Alcuni tifosi si sono un pò preoccupati: imputano il tuo calo di rendimento alle distrazioni del mercato, di moda in questo periodo. Pare che alcune big, come a Palermo e Bitonto solo per citarne alcune, abbiano messo gli occhi su di te. Hanno ragione di preoccuparsi?

Il periodo del calciomercato, si sa, è sempre un periodo delicato. Di solito, i calciatori di maggiore qualità sono sempre al centro dell’attenzione in questa fase della stagione e sono accostati a piazze importanti. Sicuramente sarà stato fatto il mio nome in questa ridda di voci ma io sto bene a Torre Annunziata, sto bene con la famiglia Mazzamauro, con i miei compagni e con i tifosi. Per cui non ci sono motivi di distrazione, ne’ penso di muovermi da qui.

Il Savoia ha finalmente trovato il giusto assetto tattico: cosa è cambiato rispetto alle prestazioni poco convincenti di poco tempo fa? Pensi che la partita con il Palermo, abbia rappresentato una svolta?

Si, siamo cambiati soprattutto nel modo di approcciarci alle partite. Sicuramente è cambiato anche il modulo, ma adesso riusciamo finalmente a mettere in pratica ciò che ci chiede il nostro allenatore. Credo che la partita di Palermo, abbia in tal senso, rappresentato una svolta perché abbiamo acquisito fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi. Alcune prestazioni poco convincenti, avevano contributo ad abbassare la nostra autostima ma vincere davanti a 20.000 spettatori, in modo meritato e dopo aver sfiorato anche il raddoppio, ci ha dato una grande fiducia, quel modo di pensare in positivo tipico delle grandi squadre.

Dove pensi possa arrivare ora questo Savoia, ora che si è finalmente sbloccato?

Non ci siamo sbloccati; questo Savoia sapeva dall’inizio di essere una squadra composta prima da uomini e poi da calciatori. È vero che nel calcio contano i risultati, ma non deve mai mancare il giusto equilibrio. Non eravamo brocchi ieri, quando ci sono stati i due pareggi consecutivi, ed ora non siamo i fenomeni di turno dopo aver fatto quattro vittorie. La strada intrapresa è quella giusta ma la cosa difficile, adesso, è continuare su questa scia.

Se non doveste vincere il campionato, ti farebbe piacere restare per gettare le basi per un futuro che si spera, possa essere vincente?

Per quanto riguarda il futuro, esso va scritto solo concentrandosi sul presente, attraverso prestazioni importanti. È presto per parlare di quello che accadrà domani. I successi si costruiscono mattoncino dopo mattoncino ma quello che posso dirti è che Federico Cerone sta molto bene a Torre Annunziata ed il suo pensiero è quello di vestire un domani la maglia bianca, con i suoi compagni ed allenatore attuali, in altre categorie. Per fare questo però bisogna, ti ripeto, concentrarci partita dopo partita per cercare di realizzare un sogno, quello di vincere il campionato e confermare in blocco tutta la rosa. Quello che si sta creando in questo periodo è qualcosa di magico, e quando si crea qualcosa di così bello si può anche sognare senza, allo stesso tempo, fare voli pindarici ma lavorando piuttosto, ogni giorno affinché tutto ciò, diventi realtà.

Cosa pensi della piazza?

Mi trovo molto bene a Torre Annunziata e ho un rapporto molto importante con la tifoseria. Sono il vice-capitano della squadra nonché uno degli elementi più esperti della rosa, per cui cerco di essere da esempio ai miei compagni sia in campo che fuori da esso. A me interessa che tutti mi apprezzino prima come uomo e poi come calciatore. Per ciò che riguarda la piazza invece, il Savoia non c’entra niente con queste categorie ed i tifosi meritano ben altro ma affinché tutto ciò possa realizzarsi, ci vuole il nostro impegno ma anche il loro sostegno. Sono sicuro che già domenica contro il Messina, la curva sarà piena per spingerci verso un risultato positivo e farci continuare nella nostra serie positiva.

Poi, un ultimo pensiero…

Spero di riuscire a regalare insieme ai miei compagni, un sogno a tutta Torre Annunziata e di vedere la mia maglia numero dieci, con questi colore, in serie C…