Ai saluti Adama Diakite. Stagione incolore per lui

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il calciatore ivoriano, ha deluso le aspettative ed è stata una delle poche note stonate in una stagione molto positiva.

Troppo impropriamente, al giorno d’oggi, molti organi di informazione usano la parola “colpo di mercato”, per annunciare l’acquisto di qualsiasi calciatore che abbia maturato un po’ di esperienza nella propria carriera.

Basta che abbia giocato qualche stagione in serie C o in una squadra importante, perché diventi automaticamente un elemento in grado di poter fare la differenza, dimenticando che se l’atleta non gioca più in una categoria professionistica è perché evidentemente non si è dimostrato continuo o non ha messo in mostra quelle qualità tali da poterci restare.

Un esempio lampante, è quello dell’attaccante ivoriano Adama Diakite, appena trasferitosi alla Nocerina e autore di una stagione da dimenticare, durante il quale si è messo in evidenza più per i clamorosi errori sotto-porta che per le reti segnate (appena tre in ventidue apparizioni). Apparso più volte svogliato e spaesato in campo, l’ex Taranto, ha vissuto praticamente di rendita, grazie all’importante goal vittoria siglato a Palermo, altrimenti la sua annata si sarebbe potuta definire con una sola parola: anonima.

E pensare che appena un anno fa, nel mercato di riparazione invernale, era giunto a Torre Annunziata in punta di piedi, mettendo a segno ben undici reti in diciannove presenze che lasciavano presagire un futuro scoppiettante. L’atleta africano, dal post-Campilongo, ha subito una vera e propria involuzione e pur avendo quest’anno, una squadra forte alle spalle, in grado di poter fargli esprimere tutte le sue qualità, ha messo invece in mostra quella discontinuità che è stata un po’ il leit-motiv nella sua carriera (come si evidenzia, del resto, dando uno sguardo al suo curriculum) e che in parte spiega il motivo per cui ha fatto continuamente la spola, con alterne fortune, tra serie C e D.

Eppure le qualità fisiche per fare bene, ci sono. Forte nel colpo di testa e nelle accelerazioni, ha perà ancora alcune lacune tecniche importanti da colmare oltre a peccare di lucidità sotto-porta. E’ pur vero, pero’ che se possedesse tutte insieme queste qualità, sarebbe un calciatore completo e a quest’ora si troverebbe in serie A o B, e non in serie D…

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